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#1 05-07-2007 11:09

peraspera
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CARTIER-BRESSON, Henry

HENRY CARTIER-BRESSON
"La mia Leica è il prolungamento del mio occhio...Non vi illudete siate voi a fare la foto, la pura verità è che è la foto stessa che vi fa scattare"

Nato in una famiglia facoltosa e influente, Henri trascorse gran parte della sua gioventu' immerso nella cultura bohémienne parigina. Nel 1927-1928 studio' pittura con Andre' Lhote e frequento' il movimento dei surrealisti. Scopri' la fotografia durante una convalescenza, dopo un anno a Parigi, quando fece di una nuova Leica 35mm il proprio strumento espressivo. I suoi scatti surrealisti realizzati in Europa e in Messico tra il 1932 e il 1935 gli diedero la fama di fotografo-artista a New York. Al ritorno in Francia, nel 1937, Cartier si butto' nel fotogiornalismo. Incarcerato nel corso della guerra, riusci' ad evadere in tempo per fotografare la liberazione di Parigi nel 1944. Cofondatore, nel 1947, dell agenzia Magnum Photos, pubblico' nel 1953 la "bibbia" del giornalismo documentario, The Decisive Moment, e fu molto prolifico come fotogiornalista, in giro per il mondo, fino ai tardi anni settanta.

Anche se non e' facile dimostrare la tesi secondo cui Henri Cartier-Bresson sarebbe stato il piu' influente fotografo del XX secolo, arduo sarebbe negare che lo stile monocromatico del "momento decisivo", realizzato con la piccola macchina fotografica a cui egli e' sempre associato, sia diventato omnipresente. Fino ad oggi noto come fotogiornalista e ritrattista, Cartier Bresson ha sempre auspicato che la propria opera fosse considerata nel piu' ampio contesto dell, arte, in particolare quella pittorica. In gioventu, a meta' degli anni venti, egli aveva bazzicato gli ambienti surrealisti, prima di partire per l' Africa. Dopo avere fatto ritorno a casa sofferente per una malattia tropicale, si rivolse alla fotografia perche' frustrato dai tentativi artistici nel campo della pittura. Tra i primi a sperimentare la Leica 35mm facendone un quaderno per schizzi meccanico, Cartier-Bresson coltivo' la propria abilita' nel comporre immagini caratterizzate da una significativa precisione.

Le opere degli esordi erano volutamente surrealiste, ma alla fine degli anni trenta si fece strada una coscienza politica che lo spinse verso il fotogiornalismo, un genere che nobilito' piu' tardi grazie alla fondazione dell' agenzia Magnum. Il suo approccio prevede che il fotografo si affidi "alla testa, all'occhio, al cuore insieme", per scattare il maggior numero di foto fino a identificare la singola immagine in cui tutti gli elementi rappresentino una persona, un luogo, un evento. Questa filosofia, vicina a quella dello Zen, ha ispirato migliaia di imitatori.

Alcune sue opere:
http://www.maxartis.it/phpbb_forum/files/411218f3b6579_big_157.jpg
http://www.maxartis.it/phpbb_forum/files/hcb1_370.jpg
http://www.maxartis.it/phpbb_forum/files/bressonmatisse_107.jpg


Davide (South)

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