mercoledì, 20.02.08
La Vita
«La vita è un termine fra i più familiari. Chiunque riterrebbe quasi un affronto se gli si chiedesse che cosa intende con esso. Eppure, se si pone il quesito se la pianta, che giace già formata nel seme, abbia vita, se l'embrione nell'uomo prima dell'incubazione, o un uomo in deliquio privo di senso o movimento, siano vivi o meno, è facile percepire che un'idea chiara, distinta e stabilita non accompagna sempre l'uso di una parola così nota come 'vita'».
John Locke - «Saggio sull'intelletto umano», 1690
Sono passati più di 300 anni da quando Locke scrisse queste righe, oggi come oggi, visto che si parla così tanto di temi come l'aborto e l'eutanasia, che definizione daresti del termine VITA ?
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martedì, 22.01.08
Ieri mio zio mi ha insegnato la Democrazia
Idea e realizzazione: Roberto Ciaramaria (direttore artistico Radio Luiss)
La tragedia delle democrazie moderne è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia. (Jacques Maritain)
La democrazia è la forma di governo che dà ad ogni uomo il diritto di essere il proprio oppressore. (Henry Louis Mencken)
La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato. (Winston Churchill)
La peggiore democrazia è preferibile alla migliore delle dittature. (Ruy Barbosa)
E tu cosa pensi della democrazia? COMMENTA
venerdì, 18.01.08
Il servizio pubblico, quello che non è.
«Il servizio pubblico è il luogo non solo della programmazione televisiva di qualità, quindi destinata ad una funzione educativa, ma anche della maturazione di nuove tendenze del gusto e dell'esplicitazione e discussione delle differenti opinioni, sganciate da vincoli imposti dalla competizione commerciale... i mass media non possono soltanto essere strumento di guadagno per i proprietari, hanno una funzione sociale da svolgere nei confronti dell'intera comunità... lo sviluppo del pubblico broadcasting service non può che essere assicurato da una pluralità di forme di proprietà e finanziamento pubblico esenti contemporaneamente dal controllo dello stesso Stato e dai vincoli della commercializzazione».
mercoledì, 14.11.07
Sintesi di un successo italiano
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photo: Davide Macchia
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martedì, 10.07.07
Oltre la politica, tra le righe di una speranza
Considerazioni semplici di una lesbica qualunque
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photo: Andrea D'Alfonso
di Anonima
“Finalmente se ne parla”: riguardo l’omosessualità è il commento che più frequentemente sento ripetere negli ultimi tempi. Ne hanno fatto per giorni il centro di accesi dibattiti a sfondo politico, di polemiche e di contrasti così netti che sembrerebbe impensabile trovare un punto d’accordo.
Che la questione sia venuta fuori, e che abbia portato a qualche concreto cambiamento, non può che farmi tirare un sospiro di sollievo: spero che sia il primo piccolo passo verso l’uscita da quel terribile tunnel di ostracismo sociale, di invisibilità; il primo passo verso l’abbattimento di quella maledetta convinzione, che molti omosessuali sono costretti a costruirsi, di essere differenti e di non avere il diritto ad appartenere a questa realtà. Quell’odioso chiedere eterno perdono, quel porsi automaticamente in difetto rispetto agli altri e mandare “in prima linea nel mondo“ una parte estremamente superficiale di noi stessi, adeguata ad hoc al contesto in cui ci troviamo; o, peggio, una parte che non ci appartiene, falsa, che magari detestiamo, pur di difendere invece il nostro vero io, lasciato in profondo esilio, soffocato dal terrore che possa essere distrutto dall’incubo ricorrente dell’isolamento.
Già, l’isolamento. Quella cosa che lascia senza via d’uscita, che esclude la comunicazione, che spesso ci costringe ad abbandonare le nostre radici, e che quando miracolosamente non sfocia nell’intolleranza dice: “se proprio devi essere omosessuale, abbi la delicatezza di esserlo tra le quattro mura della tua stanza; e in silenzio.”
E’ qui che muore la politica, la religione, la morale, e iniziano gli esseri umani, iniziano i sentimenti. E’ da qui che i vari giornalisti, i vari politici (con poche eccezioni), o esponenti del clero smettono di ragionare e se ne lavano le mani. E’ questo il cuore, è il caso di dirlo, del problema. Da questo punto in poi, la gente non ha più nulla da dire e cambia argomento.



