sabato, 16.06.07

Afghanistan: Hanefi LIBERO


photo: Davide Macchia

ROMA - Rahmatullah Hanefi, l'operatore di Emergency, ''e' stato liberato e prosciolto da ogni accusa''. Lo ha riferito il portavoce della Ong italiana, Vauro Senesi, dopo che il sito web Peacereporter lo aveva anticipato. ''Negli ultimi giorni - ha aggiunto - sapevamo che sarebbero stati sviluppi in questi giorni ma non ne conoscevamo i tempi e le entita'. E' stata una bellissima notizia''. Hanefi è quindi stato prosciolto da ogni accusa - ha spiegato ancora Vauro - e "secondo quanto ne sappiamo finora questo proscioglimento è stato deciso dal procuratore generale che ha valutato i fascicoli presentati dai servizi segreti afgani che non riteneva contenessero prove sufficienti" per la sua incriminazione. In merito allo stato di salute dell'operatore umanitario afgano che si trova nell'ospedale di Kabul gestito dalla stessa Emergency, Vauro riferisce che "sta meglio di quanto si pensasse".

FARNESINA: FIRMATO PROVVEDIMENTO SCARCERAZIONE La Farnesina, interpellata in proposito, conferma che il giudice ha firmato il provvedimento di scarcerazione per il mediatore di Emergency Ramatullah Hanefi. Il provvedimento ora deve essere inviato al Procuratore per il proscioglimento.

EMERGENCY, ORA POTREMMO TORNARE La liberazione di Rahmatullah Hanefi "apre la possibilità per un ritorno" di Emergency in Afghanistan. E' quanto afferma il portavoce dell'Ong italiana,  Vauro Senesi. Il portavoce giudica fattibile un eventuale ritorno in Emergency nel Paese, "anche prestissimo", che sarà "certamente considerato con  le autorità ". www.ansa.it

domenica, 10.06.07

Emergency, Hanefi in pericolo di vita


photo: Davide Macchia

ROMA - Ratmatullah Hanefi, il responsabile dell'ospedale di Emergency di Lashkargah mediatore nel caso Mastrogiacomo arrestato dai servizi segreti afghani lo scorso 20 marzo, è in pericolo di vita. Lo afferma l'associazione umanitaria sottolineando che la notizia è stata appresa da fonti locali affidabili.

Il 6 giugno, si legge nel sito di Peacereporter - l'agenzia telematica vicina ad Emergency - "Hanefi è stato trasportato d'urgenza in ospedale in seguito ad una crisi renale che richiederebbe un immediato intervento chirurgico".

Secondo la diagnosi dei medici, prosegue Peacereporter, "le condizioni dell'unico rene di Hanefi sono gravemente compromesse".

Nonostante le condizioni di salute, conclude Emergency, "le autorità afghane hanno deciso di riportarlo in carcere, in cella di isolamento".

venerdì, 23.03.07

La "Grande Sorella"



di Serena Percuoco (Sc. Politiche - Comunicazione - LUISS Roma)

WASHINGTON - La corsa elettorale per le prossime politiche si fa sempre più entusiasmante. L’ultima trovata dei sostenitori di Barack Obama, detto il “nero magico”, è un video su YouTube. In un atmosfera da “1984” di Orwell ripresa da una pubblicità della Apple di qualche anno fa, vediamo una giovane atleta , l’unica colorata con il simbolo di Obama sul petto in mezzo a un mondo di zombie grigi, scagliarsi contro il video che rappresenta la “Grande Sorella”: Hilary Clinton. Intanto Obama smentisce che il video provenga da lui dicendo: “Non avremmo i mezzi tecnici per realizzarlo. Chi lo ha montato è un mago del computer.” Chiunque sia stato ha sicuramente inferto un colpo molto duro alla Clinton, considerando il successo di YouTube tra i giovani, e l’effetto che ebbe un video simile sulla campagna dello sconfitto senatore neocon George Allen, fino a quel momento in testa ai sondaggi.

venerdì, 16.03.07

Cina, torna la propr. privata (ma non per tutti)

Enrico Bona - Vecchio, ebreo, comunista
photo: Enrico Bona

di Davide Macchia (Sc. Politiche - Comunicazione - LUISS Roma)

PECHINO - Oggi il Parlamento cinese ha dato il via libera alla proprietà privata. L'Assemblea nazionale del Popolo, dopo sette anni, ha approvato con 2.799 voti a favore, 52 contrari e 37 astenuti una legge che riconosce il diritto alla proprietà privata, salvo che per la terra che resta sotto il controllo dello Stato. Esattamente così, laddove gli imprenditori possono comprare e vendere le proprie aziende, ed i risparmiatori "giocare liberamente" in Borsa, è stata negata ai contadini (ancora una volta), la possibilità di possedere le terre che coltivano. I terreni agricoli, infatti, restano ancora sotto il controllo delle autorità locali. Che vuol dire tutto questo? Semplice, nel momento in cui un qualsiasi amministratore locale, per conto del suo partito, deciderà di destinare una determinata zona magari ad insediamento industriale, i contadini che ci lavoravano da anni saranno costretti ad andarsene, si ma dove? Che aggiungere? Poco niente... E' questa la Cina, con i vizi e le contraddizioni che ancora la contraddistinguono.

lunedì, 05.03.07

Il cuore ardente di Copenaghen


di Francesco Amorosino (Scuola di Giornalismo - Potenza)

Fumo, sassi vaganti, fiamme che avvolgono ogni cosa, urla e scontri. L’inferno invade le strade di Copenaghen, la città nordica dai due cuori: quello commerciale e turistico della gente perbene, e quello alternativo, il regno di chi è contro gli schemi, Christiania, il quartiere autogestito. Lo scontro latente è diventato guerriglia urbana nella notte tra il 2 e il 3 marzo: nella mattina la polizia ha sgomberato l'Ungdomshuset, centro sociale occupato da 25 anni, fermando 217 persone. La Casa della gioventù di Noerrebro, che dal 1982 era utilizzata come un centro di cultura alternativa, era stata venduta nel 2000 ai nuovi proprietari, i fondamentalisti cristiani di Faderhuset, la Casa Paterna, che ora ne hanno rivendicato il possesso. Ma i giovani emarginati e gli stranieri, ospiti dell’edificio, non hanno voluto abbandonarlo nel silenzio, e così hanno organizzato una manifestazione pacifica di protesta, con musica e danze popolari. Peccato che sia bastata la pressione della polizia che sorvegliava i giovani per innescare il meccanismo della violenza: i volti sono stati coperti dai cappucci e le mani si sono riempite di ciottoli e molotov da lanciare. Il fumo e le fiamme hanno fatto da scenario a scontri pesanti che hanno portato all’arresto di circa 600 persone tra cui 13 italiani: 12 sono stati rilasciati e accompagnati all’aeroporto, mentre uno è ancora fermo per accertamenti. La calma ora sembra tornata nelle strade ancora sconvolte di Copenaghen, ma Jan, portavoce del centro sociale sgomberato, ha detto che "La lotta continuerà a lungo, finché non ci sarà una Casa della Gioventù a Copenaghen". È ormai da qualche tempo che i governanti cercano di strappare il cuore alternativo della capitale danese, un esperimento sociale unico al mondo, il solo rifugio rimasto per coloro che desiderano scappare da un mondo senza più zone franche.