mercoledì, 13.02.08
Contro ogni integralismo. Per la libertà di espressione
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photo: Davide Macchia (clicca per vedere tutte le foto)
Gli “Studenti per la Libertà di Ricerca” dell'Associazione Luca Coscioni e gli studenti della LUISS Guido Carli, dimostrano la loro solidarietà ai 162 Professori accusati di essere “lobbisti a favore dei sionisti”. Contro ogni rigurgito antisemita. Per arrestare l'odio prima che si tramuti in violenza. Un confronto sul diritto alla libertà di espressione e di insegnamento. Perché l'università sia una comunità libera di saperi.
Guarda le registrazioni audio/video della conferenza a cura di Radio Radicale
- Indirizzo di saluto: Massimo Egidi (foto) – Rettore LUISS Guido Carli
- Interventi: Giulia Innocenzi (foto – video) – Rappresentante studenti Scienze Politiche LUISS
Marco Valerio Lo Prete (foto – video) – Studenti per la Libertà di Ricerca, Associazione Luca Coscioni
Gilberto Corbellini (foto – video) – Università La Sapienza
Sebastiano Maffettone (foto – video) – LUISS Guido Carli
Luciano Pellicani (foto – video) – LUISS Guido Carli
Zouhir Louassini (foto – video) – Giornalista Rai
Tobia Zevi (foto – video) – Unione Giovani Ebrei d'Italia
- Modera: Roberto Arditti (foto – video) – Editorialista “Il Tempo"
dall'intervento di Marco Valerio Lo Prete
(...) Dal 2001 le Nazioni Unite celebrano il “Giorno della memoria”. In Italia la legge 211 del 2000 ha istituito “Il Giorno della Memoria”: «La Repubblica italiana – dice la legge - riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.» Il giorno della memoria quindi riguarda prima di tutto il ricordo della messa in atto, non solo in Italia, dello “sterminio del popolo ebraico”. Ma oggi questo ricordo non basta. Di fronte ad episodi di antisemitismo strisciante non è sufficiente accontentarsi della sola pietà per quegli uomini “uccisi”, si corre il rischio di burocratizzare il tutto.
Il giorno della memoria deve essere piuttosto l’occasione per una presa di coscienza di come ciò accadde e di come possa essere accaduto, dell’efferatezza, dell’omertà, della connivenza e delle persone che lo resero possibile. Il giorno della memoria deve essere l’occasione per ricordare che ancora oggi c’è chi sostiene, come faceva allora Hitler, la “soluzione finale”. E c’è chi, in alcune parti del mondo, la persegue.
Come afferma Croce, tra i tolleranti “non sempre furono gli spiriti più nobili ed eroici. Spesso vi furono i retori e gli indifferenti”. Questo accade se la tolleranza si limita ad essere sopportazione passiva. L’obiettivo degli “Studenti per la libertà di ricerca” è oggi – e lo sarà attraverso la nostra presenza nelle università italiane – quello di praticare invece al meglio la tolleranza come metodo: un’attitudine attiva, un metodo di convivenza civile, la scelta del metodo della non-violenza e della persuasione rispetto a quello della forza e della coazione. Contro ogni integralismo, appunto.
Chiudo con una citazione, quanto mai attuale in tempi di rinascite di fondamentalismi monoteisti e di estremismi vari, tratta dal volume Conversazioni e ricordi. Lessing nel XVIII secolo scriveva: “Non la verità di cui ci si crede in possesso, ma il sincero sforzo per giungervi determina il valore dell’individuo… l’illusione del possesso rende pigri e presuntosi; solo la ricerca tiene desti e insonni”.
Firma l'appello: "Anch'io su quella Lista!". Con questa espressione, i sottoscritti intendono spiegare che:
"Se esprimere solidarietà nei confronti di professori israeliani boicottati, come è successo per la petizione da cui è stata tratta la lista accusatoria, significa far parte di una minoranza etnica ideologizzata, allora siamo tutti in quella lista!"
L'appello vuole essere un monito contro gli estremismi e quindi rappresenta un ulteriore impegno in difesa della libertà di espressione, di ricerca, di insegnamento dei professori.
sabato, 29.09.07
Zhang Huimin: ossessione di gloria
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Vignetta: Andrea Luceri (Scuola internazionale di Comics - Roma)
di Alessandra El Hariri (Sc. Politiche - Relazioni Internazionali - LUISS Roma)
Si chiama Zhang Huimin. Ha otto anni, è alta 1.25 metri e pesa circa 20 chili. Ogni mattina si sveglia alle due e mezzo di notte per allenarsi: corre per tre ore circa, percorrendo dai 30 ai 40 chilometri. Poi va a scuola, ma accade spesso che si addormenti sui banchi e che i suoi voti non siano buoni. Tornata a casa, riposa un paio d’ore e ricomincia l’allenamento con il padre, Zhang Jianmin, un ex fondista che ora alleva pesci e che sogna la partecipazione della figlia alle Olimpiadi del 2016.
L’ultima impresa di Zhang Huimin, quella che ha attirato su di lei l’attenzione dei media, è stata la sua partecipazione a una maratona di circa 3500 chilometri, da Hainan a Beijing. La bambina, che, spronata dal padre, ha continuato a correre nonostante la tosse, ha già un contratto come testimonial con una ditta produttrice di scarpe da corsa (ne ha cambiate 22 in 55 giorni) e ha girato uno spot promozionale per i Giochi di Pechino del 2008. L’intera vicenda ha suscitato molte critiche, sia in Cina che all’estero, soprattutto da parte di medici, atleti e associazioni contro gli abusi sui bambini. La bambina, che rischia in futuro di avere problemi ai piedi e alle gambe e di vedere la sua salute compromessa, è sottoposta spesso a punizioni corporali da parte del padre. Da queste accuse Zhang Jianmin, che sta organizzando per la figlia una maratona dalla Cina al Tibet. si difende sostenendo che i bambini non hanno autodisciplina e che quindi gli debba essere imposta.
C’è da chiedersi se tutto questo rispecchi le inclinazioni e le aspirazioni naturali di una bambina di otto anni o corrisponda, piuttosto, ai sogni di un padre frustrato dal suo insuccesso sportivo e che sta privando la figlia non solo di una vita normale ma anche della sua salute futura.
Dopo le vicende che recentemente hanno riguardato anche Budhia Singh, il quale, a soli tre anni e mezzo ha percorso 60 chilometri in tre ore guadagnandosi il titolo di maratoneta più giovane al mondo, e il cui allenatore è stato arrestato per torture, è arrivato forse il momento per il mondo sportivo di fissare dei limiti e delle sanzioni che possano tutelare in maniera efficace il presente e il futuro dei giovani atleti.
martedì, 25.09.07
Oliviero Toscani: lotta all'anoressia o subdola campagna pubblicitaria?
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photo: Oliviero Toscani per No-l-ita
di Davide Macchia (Sc. Politiche - Comunicazione - LUISS Roma)
Torna alla ribalta degli "schermi", forse meglio dire dei "cartelloni pubblicitari", uno dei più conosciuti fotografi italiani, Oliviero Toscani.
Lo fa ancora una volta con una serie di fotografie-choc, che questa volta trattano il quanto mai discusso tema dell'anoressia e dei disturbi alimentari.
La testimonial della campagna pubblicitaria si chiama Isabelle Caro ed è francese. Il marchio che ha ingaggiato Toscani, Nolita e si occupa di abbigliamento femminile. Il gruppo padovano Flash&Partners, di cui fa parte, possiede anche il marchio Ra-re, per il quale Toscani ha ideato un'altra controversa campagna pubblicitaria, che mostrava gesti e ammiccamenti sessuali fra uomini. L'omosessualità, però, non è una malattia, al contrario dell'anoressia che è un disturbo alimentare che può portare alla morte e colpisce in maggior misura le ragazze (nel 95% dei casi) in età pre-adolescenziale.
Bisogna dire che non è la prima volta che Oliviero Toscani fotografa la malattia e la sofferenza estrema.
La campagna ideata per Benetton nel 1992scandalizzò perché era fatta da foto di agenzia che mostravano l'agonia di un malato di Aids. «All'inizio degli anni Novanta il tabù era l'Aids, oggi è l'anoressia. Per questo ho voluto una ragazza come Isabelle come protagonista della campagna che dovevo proporre alla Flash&Partners – spiega Toscani –. I proprietari dell'azienda sono giovani e intelligenti e hanno subito superato lo shock iniziale, dandomi l'ok per le foto con Isabelle e per il richiamo alla lotta contro l'anoressia».
Torniamo alla protagonista. Isabelle ha appena compiuto 27 anni (è nata a Parigi il 9 settembre del 1980), è alta un metro e 65 e pesa 31 chili; soffre di anoressia da quando aveva 13 anni, come racconta lei stessa sul suo blog (http://isabellecomedienne.vox.com/).
Le foto di Toscani per la campagna Nolita mostrano la ragazza nella sua angosciante magrezza: ogni osso del corpo è visibile, i segni della malattia sono ovunque, dalla lanugine bionda che ricopre l'intero corpo di Isabelle, al colorito dell'epidermide, dalle occhiaia alla pelle del visto, su cui risaltano due grandi occhi chiari. Tra i grandi quotidiani italiani, solo il «Corriere della Sera» ha censurato le immagini decidendo di risparmiare quello sguardo ai suoi lettori.
Anche Fabiola De Clercq, Presidente dell'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia (ABA) non sembra essere per niente d'accordo. Parla di campagna inutile e dannosa e paradossalmente le ragazze che già soffrono di questo disturbo, rischiano di emulare la giovane Isabelle in una sorta di 'gara' per apparire come, o più magre, della malata.
Sarebbe interessante conoscere il parere di chi leggerà questo articolo, sarebbe interessante discutere sul problema cercando di trarne delle conclusioni... ma sembra che qualcuno l'abbia già fatto. Da quanto riportato nel comunicato presente sul sito web dell'azienda d'abbigliamento (http://www.nolita.it), la campagna 'NO ANORESSIA - NOLITA' è stata supportata dal Ministero della Salute, che nelle parole del Ministro Livia Turco afferma: "la tematica trattata nella campagna è certamente uno degli elementi di maggiore preoccupazione per la salute delle giovani generazioni e un argomento su cui il Ministero della Salute ha deciso di concentrare la sua attenzione... Un'iniziativa come questa è in grado di aprire efficacemente un canale comunicativo originale e privilegiato con il pubblico giovane attraverso un messaggio di grande impatto idoneo a favorire un'assunzione di responsabilità verso il dramma dell'anoressia".
Sinceramente non so se sorridere (sarcasticamente) o preoccuparmi. Sono quelle di un Ministro della Salute le parole appena lette. Io mi chiedo, quand'è che sarà proprio il Ministero a scendere in campo? Quand'è che non bisognerà piegarsi a logiche di marketing per far passare dei forti messaggi di speranza e lotta a questa grave piaga? Quand'è che saranno medici e non politici o burocrati "di turno" a sedere su quella poltrona?
martedì, 21.08.07
Estate 2007: nuovi sbarchi... soliti problemi
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Vignetta: Andrea Luceri (Scuola internazionale di Comics - Roma)
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
mercoledì, 25.07.07
L'estate più calda degli ultimi 200 anni!
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Vignetta: Andrea Luceri (Scuola internazionale di Comics - Roma)
"RINFRESCATECI" CON I VOSTRI COMMENTI SU QUESTA ESTATE DA RECORD!
mercoledì, 11.07.07
"Croci e Froci": è scandalo a Milano
![]() | LE OPERE CHOC La seconda è una foto del gruppo ConiglioViola. È lo scatto di Silvio Sircana, portavoce del governo Prodi, che si ferma con l'auto vicino a un trans. Modificata. Al posto del trans c'è Gesù. L'opera si chiama Ecce Trans. Scandalo! La terza è una foto di Paul Smith: un uomo con i baffi a gambe aperte. Al posto dei genitali maschili, quelli femminili. |
di Davide Macchia (Sc. Politiche - Comunicazione - LUISS Roma)
Siamo arrivati alla frutta! Eh si, ma ci siamo arrivati dopo un abbuffata incredibile: primi piatti, secondi e contorni da togliere il fiato... forse è per questo che la frutta ci risulta ancora più indigesta.
L'arte, quella parola per cui tutto sembra essere concesso. Anche quando a volte i limiti sembrano superarsi, o anzi i limiti sembrano non esistere affatto... Ecco che il critico d'arte Vittorio Sgarbi (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), difende a spada tratta (ma non era lui il sostenitore della "lotta contro i froci"? Sgarbi-Cecchi Paone docet...) la mostra "Arte e Omosessualità" brutalmente censurata, o meglio... Cataloghi al macero. Opere ritirate perché blasfeme. Un divieto ai minori di 18 anni. E la richiesta del sindaco di Milano, Letizia Moratti, di eliminare qualsiasi possibile riferimento a immagini che ritraggono minori. Pena la cancellazione della rassegna sull'arte gay. Beh, se non è censura, poco ci manca!
Ovviamente protesta l'Arcigay con il presidente Aurelio Mancuso: «Siamo al Sillabo, la Moratti si candidi a sindaco di Teheran». Ma questa è storia a parte ed anche qui tanto ci sarebbe da discutere...
La politica si muove (strano che si 'svegli' solo in queste occasioni). Forza Italia con il parlamentare Maurizio Lupi va all'attacco: «Sono provocazioni inutili e inaccettabili a 200 metri dal Duomo». Lo stesso Ignazio La Russa, che pur aveva firmato la prefazione del catalogo insieme a Vladimir Luxuria, prende le distanze: «Non ero a conoscenza delle due opere».
Ad essere sinceri Sgarbi, dopo meno di 24 ore dall'apertura della mostra, aveva già predisposto un'autocensura. Comprandosi l'opera sul Papa, valutata 20mila euro, ed escludendo quella su Sircana ("La modestia artistica della foto mi ha indotto a non esporla", spiega l'assessore). Le decisioni di Sgarbi ("Ma non chiamatela censura".) non hanno però tranquillizzato la Moratti, che ieri pomeriggio ha preso la cornetta e ha urlato con il suo assessore tutto il suo disappunto. Tanto che Artematica, l'organizzatrice dell'evento, ha subito chiamato l'Electa e ha ritirato dal mercato tutti i cataloghi in cui c'è l'immagine della scultura del Papa in perizoma: 98mila euro buttati.
Tanto fumo per nulla? O siamo ancora alle prese con l'ennesimo episodio di un'Italia che fra laicismo e religione, arte gay e cultura bigotta, dichiarazioni e smentite, non sa che strada intraprendere?
giovedì, 21.06.07
Beppe Grillo: predicare bene e razzolare male
di Davide Macchia
Non avrei mai pensato di doverlo fare, ma ora come ora mi vedo quasi costretto. Riporto quanto letto sul portale di Libero e liberamente tratto da EVA TREMILA (oh no! l'ho fatto davvero!).
"Ma quale ecologista! Clamoroso scoop del giornale diretto da Silvestro Serra, che ha beccato il comico Beppe Grillo al mare a Porto Cervo con la famiglia. Dove? Su un grosso motoscafo molto inquinante. La moglie Parvin, 48 anni, lo aspetta a bordo sfoggiando una bella linea. Ma lui, fuori forma, si affanna a salire sulla barca: una mossa che appare il contrario di quel che predica Grillo, fustigatore dei cattivi consumi attraverso il blog www.beppegrillo.it , il più frequentato d'Italia. Il suo cavallo di battaglia è proprio l'ecologia..."
Oggi, 21 giugno, comincia l'estate, e comincia pure la stagione "più calda" per i paparazzi (quelli buoni, quelli che vivono per riempire le pagine dei settimanali rosa, e tenere compagnia alle massaie...).
Ma chi mai avrebbe immaginato che proprio lui sarebbe stata "la vittima"? Lui, il paladino delle crociate ecologiste, degli scoop sensazionali, e della critica alla Telecom, si... proprio lui paparazzato su uno yacht: di quelli che inquinano tanto, di quelli che possiede Tronchetti Provera...
martedì, 19.06.07
Da oggi YouTube parla italiano
Il video celebrativo di YouTube per l'inaugurazione del dominio italiano
PARIGI, 19 giugno (Reuters) - Le pagine di YouTube adotteranno per nove Paesi contenuti e funzioni di ricerca adattate alle diverse realtà nazionali.
Lo hanno detto oggi ad una conferenza stampa a Parigi Chad Hurley e Steve Chen, i co-fondatori di YouTube, acquisito dal leader nei motori di ricerca Google, l'anno scorso per 1,65 miliardi di dollari.
Finora, i video generati dagli utenti e i commenti potevano essere trasmessi in qualsiasi lingua, la cornice e il menu di navigazione erano soltanto in inglese. E le pagine che gli utenti vedono per prime sono pesantemente legate agli Usa. Questo nonostante il fatto che più della metà del pubblico di YouTube non sia degli Stati Uniti, ha riferito Chen.
YouTube ha presentato siti nazionali per Brasile (http://www.youtube.com.br), Gran Bretagna (http://youtube.co.uk), Francia (youtube.fr), Irlanda (youtube.ie), Italia (http://it.youtube.com), Giappone (youtube.jp), Olanda (youtube.nl), Polonia (youtube.pl) e Spagna (youtube.es).
Nella prima fase di questa mossa internazionale, ogni sito offrirà pagine locali totalmente tradotte e funzioni di ricerca video. Andando avanti col tempo, ogni sito nazionale avrà caratteri interamente locali e presenterà classifiche specifiche per ogni Paese e commenti nelle varie sezioni, hanno dichiarato da YouTube.
Negli ultimi mesi, YouTube ha siglato numerosi accordi con media partner internazionali, comprese emittenti come la Bbc, France 24, le spagnole Antena 3 e Cuatro Tv, la portoghese Rtp, le olandesi Vpro e Npo e le italiane Rai e La7.
lunedì, 19.03.07
A VOCE ALTA

Il giorno 19 marzo 2007 è nata A Voce Alta, associazione studentesca che ha come obiettivo quello di informare e sensibilizzare i giovani universitari su quello che è purtroppo un problema lontano per i più, ma che sicuramente rappresenta un ostacolo al vivere civile: l’illegalità. Per questo si è deciso di organizzare una giornata a favore della legalità in Luiss il giorno 13 Aprile 2007.
di Claudia Caluori
Avete mai visitato la Sicilia? Una terra dalle mille sfaccettature, aspra e deserta tra le sue colline, dolce e viva sulle rive del Mediterraneo, E siete mai stati a Napoli? Una città incantevole dove si può respirare a pieni polmoni la Storia, che si succede di vicolo in vicolo, di sampietrino in sampietrino. E’ tra quelle montagne deserte e tra quei vicoli che cova il male che affligge il Bel Paese…! È l’altra faccia della medaglia : le sparatorie, i sequestri, il pizzo. Cosa Nostra, Camorra, Sacra Corona Unita, ‘Ndrangheta, Falcone e Borsellino, Provenzano sono figure entrate a far parte dell’immaginario comune, che è soltanto il riflesso di una realtà concreta e, quando questi nomi non finiscono nel dimenticatoio dei più, sono per la maggior parte solo l’eco lontano di una situazione che adesso come non mai va affrontata in modo pragmatico. Due le condizioni fondamentali: INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE verso un fenomeno che non è più cronaca ma che non è ancora storia. Un fenomeno con un nome a volte troppo scomodo: MAFIA. Nell’ottica di questa sensibilizzazione il 13 aprile prossimo è stata organizzata una giornata della legalità qui alla Luiss, che si propone di svegliare le coscienze e le menti di tutti gli studenti. A VOCE ALTA sarà come un secchio d’acqua gelata a prima mattina. Vi lascio con una “parabola” tratta daLe storie da calendario di Bertolt Brecht. A proposito della “cattiva abitudine di mandar giù in silenzio le ingiustizie patite”, il signor K. racconta la seguente storia:un passante volle sapere da un fanciullo in lacrime il motivo della sua pena . “Avevo messo due soldi per andare al cinema – disse il ragazzo – quando mi si avvicinò un giovane e me ne strappò uno di mano”, e indicò un giovane che si poteva vedere a qualche distanza. “E non hai chiamato aiuto?” – chiese il passante. “Certo” – disse il fanciullo singhiozzando un po’ più forte. “Non ti ha udito nessuno? – domandò l’uomo – Allora dammi anche quest’altro” – gli prese di mano l’ultimo soldo e continuò tranquillamente per la sua strada.Guai a non urlare abbastanza forte da farsi sentire, a subire inerti.
La giustizia non va in prescrizione
di Francesco Amorosino (Scuola di Giornalismo - Potenza)
Ci sono ferite che il tempo non riesce a lenire e colpe che gli anni non possono cancellare. È questo il messaggio che i familiari delle tante vittime del terrorismo dei famigerati anni di Piombo lanciano a gran voce. Appelli a un rispetto che spesso cadono inascoltati, soffocati dalle voci “autorevoli” di quei criminali intervistati come protagonisti di un pezzo di storia. A riaccendere il dibattito è Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso a Milano nel 1979 da Cesare Battisti, terrorista arrestato ieri in Brasile. “Io chiedo giustizia, non vendetta – dice Torregiani, bloccato su una sedia a rotelle in seguito allo scontro a fuoco costato la vita al padre – Non lo odio, ma è giusto che sconti la pena.” Cesare Battisti era latitante dal 2004, catturato dopo una vita rocambolesca raccontata da lui stesso in una autobiografia romanzata. Nel 1977 entra nei Pac, Proletari armati per il comunismo e dopo essere condannato all’ergastolo per due omicidi e per la partecipazione a altri due delitti, evade del 1981 dal carcere di Frosinone e si rifugia in Messico. Arrivato in Francia nel 1990 e arrestato di nuovo nel 2004, riesce a fuggire dopo l’assenso francese all’estradizione. Oggi sembra che la lunga fuga del terrorista scrittore sia finita, tra il plauso del mondo politico e giudiziario. L’arresto, però, riapre la questione mai risolta dell’utilità di una giustizia che arriva a distanza di tanto tempo, nonostante da più parti si faccia notare che per l’omicidio non c’è prescrizione. Eppure questo episodio dimostra che ancora oggi non si è chiusa quella pagina di storia buia d’Italia. “Se il paese non gli andava, potevano andarsene a Parigi o a Panama già allora invece di prendere le armi – dice Torregiani riferendosi ai terroristi – “Se vedessi mai in faccia Battisti gli chiederei: ‘Ma perché tutto questo? Che senso aveva?’”. Forse è proprio per rispondere a questa domanda che oggi gli ex terroristi spopolano sui media. Un circolo vizioso che sembra non dover avere mai fine.




